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venerdì 22 febbraio 2008

Estorsioni e droga in riva allo Stretto. 18 arresti a Messina.

E’ stata denominata
“Operazione Pastura”. 18 le ordinanze di custodia cautelare eseguite la scorsa notte dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Messina e dalla Squadra Mobile della Questura peloritana con l’ausilio di unità cinofile ed elicotteri. I provvedimenti hanno raggiunto personaggi di spicco della criminalità messinese accusati, a vario titolo e con vari ruoli, dei reati di estorsione ed usura commessi ai danni di titolari di alcuni esercizi commerciali della zona centrale della città dello Stretto, nonché di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Il blitz ha avuto inizio alle 4:00, quando Carabinieri e Polizia hanno fatto irruzione nelle abitazioni degli arrestati, sorprendendoli nel sonno prima che potessero tentare la fuga. L’attività d’indagine ha avuto inizio a seguito della denuncia presentata l’11 settembre 2006, presso gli uffici del Comando Provinciale dei Carabinieri, dalla titolare di un esercizio commerciale. La donna ha raccontato ai Militari dell’Arma di essere stata vittima di una richiesta estorsiva avanzata da ignoti, consegnando un foglio con la richiesta di 30mila euro al fine di evitare che il suo negozio venisse fatto esplodere. Il 14 settembre dello stesso anno, fu un altro commerciante del centro a presentare denuncia. Vista la coincidenza di alcuni particolari (tra cui la richiesta estorsiva avanzata in entrambi i casi attraverso un manoscritto su un foglio di block notes a quadretti), le indagini sui due fatti sono state condotte parallelamente. Sin dalle prime battute, l’attenzione è stata incentrata sulla figura di Rosario Tamburella, sorvegliato speciale scarcerato il 16 agosto 2006 per aver beneficiato della concessione dell’indulto. L’uomo era già noto agli investigatori per essere stato arrestato per associazione mafiosa finalizzata alla consumazione di vari reati gravi, tra cui proprio l’estorsione. L’intuizione investigativa avrebbe trovato immediato riscontro nel corso di attività tecniche, pedinamenti, appostamenti organizzati subito dopo la presentazione delle due denunce. Denunce che intanto erano cresciute di almeno cinque unità. Dalle indagini sarebbe inoltre emerso che il Tamburella era dedito anche al traffico di sostanze stupefacenti quali cocaina e marijuana. Un traffico gestito attraverso una vera e propria associazione a delinquere composta, oltre che da pochi ma fidati affiliati, anche dalla moglie Carmela Catrini e dai figli Francesco e Giuseppina. Le indagini sul traffico di stupefacenti , condotte in maniera autonoma sebbene in piena sinergia da Squadra mobile e Reparto Operativo, avrebbero accertato che Rosario e Francesco Tamburella, così come Luciano Brigante, avevano assunto il ruolo di promotori, organizzatori e finanziatori. A loro spettava il compito di reperire il denaro necessario per l’acquisto di sostanze stupefacenti, curare l’acquisto e la custodia della droga, procurare al gruppo una base logistica per l’attività di spaccio o comunque per gli accordi relativi alle singole cessioni o alla nomina di legali. Nel corso di questa indagine sono stati sequestrati dalla Mobile complessivi 3 kg di stupefacenti. Questa cellula di soggetti dediti allo spaccio di cocaina e marijuana- secondo quanto riporta un comunicato stampa congiunto di Carabinieri e Polizia- altro non era che una propaggine dell’associazione del Tamburella. L’obiettivo comune era quello di aumentare il giro d’affari del sodalizio nella prospettiva di maggiori guadagni. Si delineano dunque due gruppi facenti parte dello stesso sodalizio. Uno i cui componenti sono ritenuti responsabili prevalentemente del reato di usura. L’altro, i cui membri sono accusati di essersi dedicati all’attività di spaccio. L’aspetto importante dell’”Operazione Pastura” è l’aver smantellato un gruppo che si stava organizzando per commettere estorsioni in tutta la città di Messina con un capo (Rosario Tamburella) che aveva il “via libera” dai più alti rappresentanti della criminalità organizzata del capoluogo peloritano. Grandissima la soddisfazione della Procura Distrettuale Antimafia sia per la sinergia ed il coordinamento con cui hanno operato Polizia e Carabinieri che per la consapevolezza di aver prontamente stroncato due gruppi che- sostengono gli inquirenti- avrebbero certamente minato l’integrità del tessuto sociale di Messina. I particolari dell’operazione sono stati resi noti stamattina in una conferenza stampa tenutasi presso i locali del Palazzo di Giustizia. All’operazione hanno partecipato più di 200 tra Carabinieri e Poliziotti.

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