Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente, misteriosa mafia svanirà come un incubo (Paolo Borsellino)
... Ci sono stati uomini che hanno continuato nonostante intorno fosse tutto bruciato perchè in fondo questa vita non ha significato se hai paura di una bomba o di un fucile puntato... (Pensa - Fabrizio Moro)
Liberiamo la nostra Isola...Facciamo crescere il coraggio della denuncia!!!
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Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili. pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continuamente allerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. (Giuseppe Fava)
Pietro Campagna: il sorriso di Graziella per sempre nei nostri cuori.
L'ho raggiunto a Saponara, davanti al cimitero. Quel cimitero nel quale sua sorella Graziella riposa da quasi 23 anni. Abbiamo parlato- ha parlato- di come si sta il giorno dopo una sentenza che sa di giustizia. Che è come se ti restituisse qualcosa anche se quel qualcosa- quel qualcuno, in questo caso- non tornerà mai. Pietro Campagna appare adesso più sereno. Non sono ancora trascorse 24 ore da quando la Corte d'Assise d'Appello del Tribunale di Messina ha emesso la condanna all'ergastolo per coloro che sono ritenuti gli assassini di sua sorella. I Carabinieri hanno eseguito il provvedimento di ripristino della custodia cautelare mezzora dopo rispetto alla sentenza o giù di lì. Hanno voluto stroncare sul nascere ogni minimo rischio di fuga. Così è stato detto in una conferenza al Comando Provinciale. Gerlando Alberti junior si trova adesso al carcere messinese di Gazzi, Giovanni Sutera a Firenze Sollicciano. Pietro Campagna è convinto che questa sentenza darà modo a Graziella di riposare finalmente in pace. Lei, quella ragazzina di paese così semplice e umile, ingenua e sempre col sorriso sulle labbra. Così la ricorda Pietro. Con la nipotina in braccio, intenta a ricamare o a lavorare all'uncinetto per prepararsi il corredo. Sognava di sposarsi un giorno Graziella. La mafia gliel'ha impedito. La mafia le ha impedito di realizzare i suoi sogni. Sogni semplici, per carità. Sogni umili, non certo di chissà quali ambizioni. Ma chi ha il diritto di impedirci di sognare? Chi ha il diritto di decidere il nostro destino? Chi?!! Graziella non c'è più. Con Pietro siamo stati sulla sua tomba. Stenti a credere in una storia di questo tipo. Con un fratello Carabiniere che svolge le sue indagini in proprio per risalire a chi ha rubato la vita ed i sogni di Graziella. Pensi sia veramente una fiction. E invece no. Quella di Graziella è una storia vera, accaduta in provincia di Messina nel dicembre del 1985 e che adesso- 22 anni, tre mesi e sei giorni dopo- sta conoscendo il suo epilogo, forse. Davanti a quella tomba resti disarmato, ti crollano le certezze. Ma ti arde un fuoco dentro. Un fuoco che non puoi descrivere, né spiegare. Una sensazione unica che non si può raccontare a parole. Per non mistificarla troppo o perché è giusto che certi sentimenti vengano tenuti nascosti nell'intimo della propria anima. Graziella stava finendo il suo corredo. Quel corredo rimasto a metà quando la sua vita non era arrivata neanche ad un quarto. La cassapanca, quella che quaggiù in Sicilia chiamiamo “cascia”, Graziella voleva riempirla di lenzuola, tovaglie, abiti. E dell'abito da sposa. Quello che suo padre non le ha voluto far mancare addosso nel suo incontro con l'eternità. Perché- disse il signor Campagna- ogni ragazza ha diritto ad avere il suo abito da sposa. E' sicilianità mista ad amore di padre, è dolore. Dolore vero. Chi può decidere il destino di un uomo? Chi?!! Sulla tomba di Graziella c'è anche un mazzo di fiori spedito da Beppe Fiorello. Con Pietro sono rimasti amici dopo che Beppe ha interpretato la sua figura nella fiction “La vita rubata”. E Pietro parla anche di quel film che- sostiene con fermezza- ha restituito dignità a Graziella, alla sua famiglia ed al paese di Villafranca, dove Graziella lavorava in una lavanderia. Quel film ha fatto conoscere all'Italia intera questa brutta storia di malaffare nella quale a rimetterci la vita è stata una ragazzina innocente che aveva il solo torto di avere trovato, nella tasca di un indumento, un pezzo di carta che certificava che l'ingegnere Cannata era in realtà un latitante palermitano rifugiato nel messinese grazie ad un'organizzata rete di protezioni. Dopo la sentenza, Pietro ha chiamato sua madre. Non ce la faceva a parlare. Poche parole. Quante bastano. Una madre, del resto, sa leggere nel cuore e nella mente di un figlio. Soprattutto una madre siciliana. Una madre col cuore in lutto da quasi 23 anni e che non ha mai dimenticato (e come potrebbe?) quella sera piovosa di dicembre. Cinque colpi di lupara al volto. “Graziella ha vissuto un'ora di martirio prima di arrivare a Forte Campone- sostiene Pietro- e io non lo dimenticherò mai. Non posso dimenticarlo. Ricorderò sempre Graziella con il suo sorriso, sarà sempre nei nostri cuori”. Ho ringraziato Pietro per la sua disponibilità e per la gentilezza. Non ho il coraggio di dirglielo, ma lo penso sinceramente: Graziella avrà sempre un posto anche nel mio cuore.
2 commenti:
Salve, mi chiamo Alberto Laspada, e faccio parte del meetup messinese della lista "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente".
Ho letto con vivo interesse il vostro blog, e credo, anzi, ne sono certo, che i vostri principi ed ideali siano perfetti per un sostegno concreto nell'ambito della campagna elettorale per le elezioni regionali del 13 e 14 Aprile.
C'è bisogno dell'aiuto di tutti, in special modo di gente che la pensa come voi.
Spero che vorrete manifestare il vostro supporto a Sonia nelle pagine da voi gestite.
Per qualsiasi informazione vi potete rivolgere al sito www.soniapresidente.net.
A risentirci, spero presto.
Grazie per questo post. L'ho letto 4 anni dopo, ma sempre con il cuore in mano...
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